Kitsch&Show/ Terza puntata – Come ri-educare i propri sensi a tavola

Io l’avevo detto, MAI arrivare in ritardo al Kitsch&Show. Ma chi nasce polpetta non muore quadrata e anche venerdì scorso ci sono cascata. Mentre cercavo di togliere la cera dalle gambe con litrate di olio d’oliva (che con il caldo che c’era è stata davvero un’idea geniale), il mio coinquilino e un amico stavano preparando un aperitivo a base di pane caldo con burro e alici e insalatina a kmlove dell’orto del contadino (lo trovate il mar e il giov in c.ne ostiense). Non potevo resistere!
E’ finita con me in bagno, davanti allo specchio, con in una mano un crostino e nell’altra spazzolino e dentifricio. Neanche il tempo di deglutire che già il sapore della pasta alla menta stava facendo a cazzotti con quello dell’alice. Un brivido ha percorso la mia schiena e per un attimo mi si è raggelato il sangue. Non lo farò mai più, lo giuro.

Poi ho afferrato la mia borsetta di pan di zenzero e ho raggiunto Dafni, il mio inseparabile compagno di merende (tutte visibili sul canale Youtube), pronti ad assistere alla terza puntata del Kitsch&Show!

Come già detto, l’obiettivo del format è quello di festeggiare le unioni civili del 21 maggio preparando, puntata dopo puntata, un delizioso banchetto di nozze gay. Settimana scorsa la puntata si è conclusa con una divertente lezione sulla mise en place, quest’ultima sui cocktail di benvenuto abbinati a dei gustosi finger food.

Tra gli ospiti il bartender e mixologist Daniele Gentili, il bartender freestyler Dario Carlantonio, le ragazze di Hostaria Karmazeta e la presid.ssa dell’ Associazione Albatros Angela Pinto, insieme a Marrico Volpi, trainer dell’associazione.

L’ associazione, la cui madrina è Vladimir Luxuria, si occupa di immersioni subacquee ricreative e sportive nella non vedenza. Il trainer sub Marrico Volpi ha messo a punto un metodo che consente al non vedente di sviluppare la visione tattile conseguendo un’ autonomia percettiva senza precedenti.

Ecco, io trovo tutto questo assolutamente sorprendente , così come la capacità che hanno i non vedenti di vedere attraverso il tatto. E a tavola, cosa succede???

Mentre si susseguivano divertenti giochi sull’argomento, con la mente sono volata al ricordo di una cena di tre anni fa a Londra con il mio migliore amico. Miss CookMe era nata da poco e Gianluca decise di farmi un regalo speciale per “stimolare la mia fantasia”: una cena al buio nel locale Dans le Noir!

Una cena indimenticabile!

Appena entrati ci è stato chiesto di lasciare in un armadietto cellulari, orologi ed eventuali dispositivi dotati di qualsiasi tipo di lucette.
Poi è arrivata una ragazza (non vedente) che ci ha fatto strada nella sala al buio accompagnandoci fino al nostro tavolo.

Il menù era a sorpresa, dunque il gioco era anche cercare di indovinare cosa avevi nel piatto o semplicemente riuscire a versare il vino nei bicchieri. Se poi fai amicizia con una coppia di ragazzi al tavolo di fianco al tuo (dei quali ovviamente senti solo le voci) e chiedi degli shottini per festeggiare insieme l’esperienza sensoriale, si aggiungerà l’estrema difficoltà nel fare cin cin senza far cascare tutto sul tavolo.

E nel mentre, senza che tu te ne renda conto, cominci a ri-educare i sensi e a sviluppare anche tu il tuo concetto di visione tattile; con gli errori del caso sia chiaro.

Gianluca aveva deciso, ad esempio, probabilmente ispirato dalla vodka, che il ragazzo del tavolo di fianco dovesse essere biondo e con gli occhi azzurri; ma riemersi dal buio ci siamo trovati davanti un bel ragazzotto pelato e con gli occhi neri!
Io invece, interrogata da uno dei camerieri sul menù degustato, ho indovinato metà degli ingredienti, scambiando la carne di squalo con del pollo; per non parlare del vestito per metà imbevuto di vodka.

 E’ stato bello stimolare i miei sensi.

Provate anche voi ad immergervi nel buio, chiudete gli occhi, bendate il/la vostro/a commensale e assaporate/vi!!!!!

Baci ad occhi chiusi

MC

 

 

 

 

 

 

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