Papille in visibilio a cena da Eataly

Assistere ad un duello tra due grandi chef è sempre un grandissimo onore, nonché una delizia per il palato.
Lui, Gianluca Esposito, un giovane cavaliere di origini bolognesi, executive chef del Ristorante Italia, il prestigioso rifugio gourmet situato all’interno di Eataly, il Tempio del Gusto inaugurato a Roma da Oscar Farinetti.
L’altro, Davide Scabin,  un genio dei sapori di origini piemontesi, re indiscusso del Combal.zero, un generatore di danze papillari nel Castello di Rivoli, in provincia di Torino. E’ uno di quegli chef che non si accontenta di servire i suoi piatti sulla Terra. Il 28 giugno lo farà inviandoli addirittura nello Spazio: per la prima volta uno chef italiano è stato selezionato dalla Nasa per deliziare i palati degli astronauti. E chissà che tra una galassia e l’altra non spunti qualche alieno affamato.
Ma torniamo sulla Terra, al Ristorante Italia di Eataly, precisamente.
Per rallegrare il palato dei suoi commensali Gianluca Esposito si diverte ad organizzare gustose  cene d’autore con illustri chef; veri e propri duelli ai fornelli di cui beneficiano, compiaciuti,  le papille dei presenti.
cena d'autore scabin esposito
E stavolta c’ero anch’ io, grazie ad un invito del tutto speciale, o oserei dire, spaziale.
Ho iniziato subito a sentire le frittelle nello stomaco; non capita mica tutti i giorni di poter partecipare a cene così prestigiose. Ho impiegato due ore solo per decidere se indossare gli orecchini a forma di posate o le perle corredate da uovo fritto.
Appena arrivata nel Tempio di Eataly, mi hanno prontamente segnalato il mio tavolo, che ho raggiunto scodinzolando. Non conoscevo nessuno dei presenti, ma la mia noncuranza del Nuovo Galateo della Tavola, credo abbia contribuito a sciogliere i primi imbarazzi. Quest’ultimo sostiene che a tavola siano ASSOLUTAMENTE bandite le parole “salute” e “cin cin” e che sia PROIBITO far tintinnare i bicchieri. Ecco, peccato che l’abbia letto dopo.
Fortunatamente Paolo Marchi, ideatore e curatore di Identità Golose, mi ha inconsapevolmente aiutata a smorzare l’atmosfera presentando l’alternanza di piatti che di lì a poco avremmo degustato:

 - Alice, Peperone, Robiola di Roccaverano con Salsa Ravigote – Gianluca Esposito

- Albese S.P.Q.R. 2013 –  Davide Scabin

- Stracci di Tagliatelle di Novegigola e Tartufo Nero – Gianluca Esposito

-Spiedino di Quaglia e Capasanta con Involtino di Verza e Gambi di Spinaci – Davide Scabin

- Polenta, Pere e Barolo - Gianluca Esposito

Piccola Pasticceria

piattieatalyScabinEsposito

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il tutto inebriato dai profumi della Cantina Donnafugata, Marsala (Tp)

-Lighea Magnum 2011

-Sherazade 2011

-Chiaranda 2008

-Tancredi 2008

- Ben Ryè 2010

Cosa dire? E’ stata un’esperienza per i miei sensi a dir poco indimenticabile. Un duello ad armi pari. In particolare, sulla fassona di Scabin (Piatto: ALBESE S.P.Q.R. 2013) credo ci sia stata una vera e propria ovazione nella mia bocca, di quegli applausi in cui ti alzi in piedi e smetti solo quando le mani ti diventano rosse rosse. Anche il dessert di Esposito (Polenta, Pere e Barolo) non è stato da meno. E per quanto riguarda i vini, bhè, il Lighea Magnum 2011 credo avesse tra gli aromi il cosiddetto “women’s confidences”. Dopo il primo sorso ho letteralmente preteso che la mia vicina di tavolo (la simpaticissima Mary di Radio Capital) mi avvicinasse il suo orecchio per raccontarle i miei ultimi flirt golosi.
Ringrazio lo spazio per avermi invitata e Eataly per avermi accolta, e suggerisco vivamente a tutti di concedersi, almeno una volta, una prestigiosa e prelibata CENA D’AUTORE!
 
Baci infarinati
Miss CookMe
 
Per info sulle cene d’autore clicca qui: Ieri, oggi e domani: la grande cucina contemporanea
 

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